Credito IVA in compensazione: tutti i controlli da effettuare

Prima di procedere con l’utilizzo delle eccedenze del credito IVA 2014 è necessario porre in essere adeguati controlli onde evitare l’applicazione di pesanti sanzioni. L’errato utilizzo del credito IVA in compensazione è punito con la sanzione amministrativa pari al 30% del credito IVA utilizzato in compensazione illegittimamente.

Per procedere a utilizzare in compensazione orizzontale il credito IVA 2014 dal 16.03.2015, è doveroso innanzitutto verificare che la Dichiarazione IVA sia stata presentate entro il 28.02.2015. Nel caso in cui il contribuente intenda compensare somme superiori a € 15.000, la dichiarazione deve inoltre essere dotata del visto di conformità. Chi ha presentato la dichiarazione IVA entro il 28.02 Febbraio munendola del visto di conformità potrà procedere a compensare l’eccedenza di credito IVA per importi superiori ad euro 15.000,00.

Bisogna verificare che l’eccedenza a credito non soffra limitazioni di utilizzo per effetto della disciplina sulle società di comodo.

Nel rigo VX6, quadro VX, del Modello IVA 2015 è necessario attestare che non si rientra tra i soggetti di comodo, ai quali è precluso l’utilizzo del credito IVA.

Premessa

Il credito IVA 2014 può essere utilizzato in compensazione “orizzontale” senza la necessità di presentare la dichiarazione annuale fino all’ammontare di € 5.000.

Raggiunto il predetto limite, ogni ulteriore compensazione può avvenire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione del mod. IVA 2015.

Chi ha provveduto a presentare la dichiarazione IVA in forma autonoma entro il 02.03.2015 (il 28.02 è caduto di sabato) può anticipare l’utilizzo in compensazione del credito IVA.

Si evidenzia che:

– chi ha presentato la Dichiarazione IVA entro il 28.02 può utilizzare il credito IVA già a partire dal 16.03;

– diversamente, chi ha presentato la Dichiarazione IVA il 02.03.2015 potrà utilizzare il credito IVA solo a partire dal 16.04.

Dichiarazione IVA autonoma presentata entro il 28.02.2015

Utilizzo credito IVA 2014 in compensazione dal 16.03.2015 per importi superiori ad euro 5.000,00 e fino ad euro 15.000,00

 Dichiarazione IVA autonoma presentata il 02.03.2015

Utilizzo credito IVA 2014 in compensazione dal 16.04.2015 per importi superiori ad euro 5.000,00 e fino ad euro 15.000,00

Se la dichiarazione IVA è presentata all’interno del mod. UNICO è necessario attendere la presentazione prima di poter utilizzare in compensazione il credito per importi superiori a € 5.000 annui.

Nel caso in cui il contribuente intenda compensare somme superiori a € 15.000, la dichiarazione deve inoltre essere dotata del visto di conformità.

Dunque, per poter effettuare compensazioni “orizzontali” del credito IVA annuale, ai sensi dell’art. 10, D.L. 78/2009, conv. con mod. dalla L. 102/2009, per importi superiori a € 15.000 annui, è necessario attendere il mese successivo a quello di presentazione della Dichiarazione ed, inoltre, è necessario il rilascio del visto di conformità da parte di un soggetto abilitato.

Compensazione del credito per importi superiori a € 5.000

Chi ha presentato la Dichiarazione IVA entro il 28.02 può utilizzare il credito IVA già a partire dal 16.03:

– per importi superiori ad euro 5.000,00 e fino ad euro 15.000,00 se la Dichiarazione IVA non è dotata del visto di conformità;

– anche per importi superiori ad euro 15.000,00 se la Dichiarazione IVA è dotata del visto di conformità;

Prima di procedere con l’utilizzo delle eccedenze a credito 2014 nei limiti anzidetti, è necessario porre in essere adeguati controlli onde evitare l’applicazione di pesanti sanzioni.

Step 1: controllo invio della dichiarazione

Per procedere a utilizzare in compensazione orizzontale il credito IVA 2014 dal 16.03.2015 per importi superiori ad euro 5.000,00, è doveroso innanzitutto verificare che la Dichiarazione IVA sia stata presentate entro il 28.02.2015.

In caso contrario, l’eccedenza del credito IVA 2014 potrà essere liberamente utilizzata in compensazione  fino al raggiungimento della soglia di 5.000,00 euro.

Chi ha presentato la Dichiarazione IVA il 02.03.2015 potrà utilizzare il credito IVA solo a partire dal 16.04.

Step 2: controllo importo del credito

Da verificare inoltre che il credito IVA che s’intende utilizzare in compensazione sia stato appositamente indicato nel quadro VX della Dichiarazione IVA ed in particolare nel rigo VX5.

Il medesimo valore deve emergere anche dalle risultanze contabili, nella voce “crediti IVA annuali compensabili in F24”.

Step 3: controllo liquidazioni gennaio e Febbraio

Sarà necessario verificare anche che nei versamenti effettuati a gennaio e febbraio non sia stato utilizzato il credito IVA in compensazione orizzontale per un ammontare superiore ad euro 5.000,00 o comunque verificare cosa è stato utilizzato in compensazione.

Il controllo è necessario sia per monitorare il superamento della soglia dei 5mila euro, oltre alla quale le compensazioni (orizzontali) devono attendere il 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione e devono avvenire tramite i canali telematici, e dei 15mila euro, oltre cui è necessario il visto di conformità

Sono state effettuate compensazioni orizzontali o verticali?

Il credito utilizzato era relativo al 2014 o si trattava del residuo 2013?

Quali importi sono stati utilizzati

Il credito IVA del 2013 (su cui è già stato posto il visto di conformità) potrà essere liberamente compensato fino a quando non sarà presentata la dichiarazione annuale IVA per il 2014 all’interno della quale il credito dell’anno precedente sarà, per così dire, “rigenerato” andandosi a sommare al credito IVA maturato nel 2014.

Presentando la dichiarazione annuale entro il 02.03.2015 vi è l’assorbimento del credito residuo del 2013 nella dichiarazione annuale del 2014.

Step 4: operatività

Bisogna verificare che l’eccedenza a credito non soffra limitazioni di utilizzo per effetto della disciplina sulle società di comodo. Nel rigo VX6, quadro VX, del Modello IVA 2015 è necessario attestare che non si rientra tra i soggetti di comodo, ai quali è precluso l’utilizzo del credito IVA. Qualora per tre periodi d’imposta consecutivi non siano altresì effettuate operazioni rilevanti ai fini IVA almeno pari ai “ricavi presunti”, i crediti Iva sarebbero definitivamente persi. L’adeguamento al reddito minimo non evita la perdita dell’eccedenza di credito IVA. Ciò in quanto vanno raffrontate solo le operazioni rilevanti IVA ai ricavi presunti.

Step 5: visto di conformità

Nel caso in cui il contribuente intenda compensare somme superiori a € 15.000, la dichiarazione deve inoltre essere dotata del visto di conformità. Chi ha presentato la dichiarazione IVA entro il 28.02 Febbraio munendola del visto di conformità potrà procedere a compensare l’eccedenza di credito IVA per importi superiori ad euro 15.000,00.

A differenza del visto di conformità richiesto per i rimborsi IVA, per controllare il superamento della predetta soglia, si deve avere riguardo all’entità del solo credito annuale compensato, senza tenere conto dei crediti scaturiti (e compensati) dai TR presentati nel 2014

Step 6: presentazione F24

Per effetto di quanto previsto dall’articolo 11, comma 2, del Dl 66/2014 dal 1° ottobre 2014 anche gli F24 a zero, anche per effetto di compensazioni Iva, devono transitare attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni

L’errato utilizzo del credito IVA in compensazione è punito con la sanzione amministrativa pari al 30% del credito IVA utilizzato in compensazione illegittimamente.

È il caso ad esempio del soggetto passivo IVA che compensa il credito IVA 2014, pur esistente, oltre la soglia dei 15.000,00 senza aver apposto il visto di conformità in dichiarazione.

Altro caso è quello relativo al soggetto passivo IVA che compensa il credito IVA 2014 oltre la soglia dei 5.000,00 euro dal16.03.2015 senza aver presentato la dichiarazione IVA entro il 28.02.2015.

Nel caso in cui invece il soggetto passivo IVA utilizza in compensazione crediti inesistenti si applica la sanzione amministrativa di dal 100 al 200% (articolo 27, comma 18, D.L. n. 185/2008).

La sanzione amministrativa del 200% del credito inesistente utilizzato si applica quando l’importo supera i 50.000,00 euro per anno solare e, in tal caso, si accompagna alla rilevanza penale della violazione ex articolo 10 quater, D.Lgs n. 74/2000, il quale si riferisce ai crediti inesistenti o non

In entrambi i casi, si potrà ricorrere al ravvedimento operoso, ottenendo le seguenti riduzioni:eguenti riduzioni:

– del c.d. “ravvedimento sprint”, entro il 14° giorno successivo alla scadenza; in tal caso l’omesso versamento può essere sanato con il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi calcolati al tasso legale dello 0,51% annuo e della sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo;

– qualora, invece, il ravvedimento venga perfezionato dal 15° al 30° giorno, successivo alla scadenza (cosiddetto ravvedimento “breve”), in aggiunta all’imposta e agli interessi è dovuta la sanzione del 3% che resta fissa indipendentemente dal giorno del versamento;

– se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla commissione dell’errore è oggi possibile fruire della riduzione ad 1/9 della sanzione minima del 30%, ovvero dell’applicazione della sanzione del 3,33%;

– chi decide di rimediare entro un anno dalla scadenza sconterà una sanzione ridotta pari al 3,75% pari ad 1/8 del 30%;

– se entro 2 anni dalla scadenza prevista per il versamento della tassa in esame, con applicazione della sanzione ridotta pari al 4,29% (1/7 del 30%);

– oltre 2 anni dalla scadenza prevista per il versamento della tassa in esame, con applicazione della sanzione ridotta pari al 5% (1/6 del 30%).

(fonte Fiscal News)

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