Come Aprire Partita IVA: quale regime scegliere e quanto costa

Come Aprire Partita IVA

Se le parole Commercialista, Tasse e Imposte fanno molta paura; la parola Partita Iva fa ancora tremare molti.

L’apertura della partita iva spaventa un po’ per il rischio imprenditoriale, un po’ per il timore delle tasse, degli adempimenti e un po’ perché convinti che sia un’operazione complessa e con numerose insidie dietro l’angolo. Aprire partita iva in realtà richiede attenzione, ma con il supporto di professionisti esperti, è veloce e sicuro.

La scelta di aprire una P. IVA è alla base di più e diversi scenari: desiderio di essere un freelance, voglia di avviare il proprio business o la propria start-up, dovere legato all’iscrizione all’Albo e inizio dell’esercizio della professione.

Le domande, soprattutto all’inizio, sono molte. Occorre raccogliere informazioni il più possibile chiare e precise, senza rischiare di fare confusione. Per questo motivo noi della Foceri&Partners abbiamo deciso di scrivere questa breve, ma essenziale guida. 

Dalla prestazione occasionale alla Partita IVA

Prima di fare il “Grande Passo” di aprire la Partita Iva molti lavoratori autonomi decidono di utilizzare una scorciatoia: la prestazione occasionale.

Tale strumento permette al lavoratore autonomo di “provare come va” e in caso il lavoro andasse bene e non fosse più occasionale, aprire la Partita Iva. 

La prestazione occasionale prevede l’emissione di una semplice ricevuta e l’applicazione di una trattenuta pari al 20% del compenso lordo (ovvero la ritenuta d’acconto).

Attenzione però perché la prestazione occasionale è uno strumento molto limitato:

  1. Non può essere utilizzata per tutte le attività: non è possibile emettere una prestazione occasionale come artigiano o estetista; è invece possibile per attività come il seo specialist o il copywriter.
  2. Occorre che si tratti di una collaborazione limitata nel tempo e non continuativa: quando l’attività perde il requisito dell’occasionalità e si trasforma in un lavoro abituale occorre necessariamente aprire Partita IVA a prescindere dal reddito percepito
Come aprire la Partita Iva

I tempi per aprire Partita IVA sono molto brevi, generalmente occorrono meno di 24 ore per un libero professionista  (per i quali non vi sono costi aggiuntivi) e un minimo di 10 – 15 giorni per le ditte individuali. La tempistica per l’apertura di una ditta individuale è maggiore in quanto occorre effettuare anche l’iscrizione al Registro delle Imprese (sezione Albo degli Artigiani o Camera di Commercio) tramite la procedura ComUnica e spesso è necessario presentare la SCIA.

Aprire Partita IVA è un’operazione molto semplice che avviene direttamente online. I passi fondamentali sono essenzialmente tre e riguardano le scelte che andranno a influenzare l’andamento dell’attività anche negli anni successivi.

  1. La scelta del Regime Fiscale
    Per alcune partite Iva c’è la possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato: il regime forfettario introdotto nel 2014 e modificato successivamente. Questo regime permette di risparmiare imposte e contributi ed è molto vantaggioso.
    Possono accedere al regime forfettario le Partite IVA individuali che fatturano meno di 65.000 euro/anno e che sono in possesso di determinati requisiti.
    Il regime forfettario prevede la deduzione dei costi a forfait sulla base di una percentuale che varia in base al Codice ATECO (il cosiddetto “coefficiente di redditività“).
    Dedotti i costi calcolati in modo forfettario e gli eventuali contributi previdenziali versati si ottiene il reddito imponibile. Su tale importo occorre applicare l’imposta del 5% o del 15%.
    Quando non è possibile accedere al regime forfettario allora si deve optare per l’apertura della partita IVA in regime fiscale ordinario. Essa è assoggettata ad IRPEF, addizionali comunali e regionali, IRAP se ne ricorrono i presupposti e IVA.
  2. Come scegliere il Codice ATECO
    Il codice ATECO (ATtività ECOnomica) è una combinazione alfanumerica per contraddistinguere le singole attività economiche. Occorre riportare questo codice al momento di aprire la Partita IVA.
    La scelta del codice ATECO appropriato è fondamentale in quanto da esso, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, dipende il coefficiente di redditività per coloro che adottano il regime forfettario e la corretta gestione previdenziale a cui iscriversi.
  3. Quali contributi pagare: INPS o Cassa di Previdenza?
    Il terzo step riguarda proprio l’iscrizione alla gestione previdenziale appropriata. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto da questa scelta dipendono i contributi previdenziali da versare con la partita iva.
    Per le attività riservate solo a quei professionisti che hanno superato un esame di abilitazione e/o che risultano iscritti ad un apposito Albo o Ordine Professionale, come ad esempio Medici, Notai, Avvocati, Commercialisti, esiste una Cassa Previdenziale specifica. Questo significa che, al momento di versare i contributi previdenziali, bisognerà attenersi alle regole e alle aliquote da essa indicate.
    Per tutte le altre attività occorre iscriversi all’INPS. Attenzione, però, che i contributi dovuti variano a seconda dell’attività svolta. Per le ditte individuali occorre effettuare l’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, mentre per i professionisti senza cassa occorre iscriversi alla Gestione Separata INPS.
Timore vs.Occasione

Se da un lato aprire Partita IVA potrebbe incutere timore, dall’altro rappresenta talvolta un’opportunità per crescere professionalmente e per farsi strada nel proprio settore. Se poi si hanno i requisiti per usufruire del regime forfettario, le imposte da versare sono molto basse (5% o 15%) e non occorre applicare nemmeno la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.
Vuoi scoprire qual è la Partita Iva e il regime più adatto alla tua attività? Clicca qui per avere una consulenza gratuita!

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Email

Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime novità, effettua l’iscrizione alla newsletter di Foceri&partners