Codice di crisi: le ultime sul decreto

crisi di impresa

Elaborare e valutare sul piano tecnico, proposte per modificare gli interventi sul Codice della crisi. Questo il compito della commissione di esperti nominata dal ministro della giustizia Marta Cartabia. Un modo per far fronte alla numerose difficoltà che stanno affrontando le imprese a causa della crisi Covid-19. L’obiettivo è quello di andare verso misure più concilianti con chi vuole adoperare politiche di risanamento aziendale.

Codice di Crisi: quando entrerà in vigore?

Il primo Settembre entrerà in vigore il Codice di crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). Emanato in attuazione della precedente legge delega ( l. n. 155/2017) al Governo per la riforma della materia. Questo nuovo codice porta con sé nuovi obblighi e sistemi di accelerazione per uscire dello stato di crisi o di insolvenza. Si parla di ogni soggetto economico portatore di interesse socialmente rilevante.

L’impatto della pandemia ha fatto emergere la necessità di far entrare in vigore una riforma, ormai, non più rimandabile e attesa da anni. L’esigenza è quella di adeguare le disposizioni che essa apporta nei meccanismi di allerta della salute finanziaria dell’azienda. Adeguamento che deve avvenire con la situazione attuale, che vede il mondo dell’impresa investito da una crisi finanziaria senza precedenti.

Da qui appunto, la necessità di nominare un consiglio di esperti che proponga e analizzi i nuovi correttivi, che impatterano sugli strumenti di allerta e sugli indicatori di crisi. Nonché sugli obblighi di segnalazione degli organi societari di controllo. Con la proposta, alzatasi da più parti politiche, di posticipare l’efficacia di tali norme fino al periodo immediatamente post pandemia. 

Le attese sulla commissione di esperti

Dal lavoro della commissione di esperti ci si aspetta l’emanazione di un nuovo decreto correttivo. Questo porterà delle novità. Maggiori misure favorevoli per chi vuole attuare politiche di risanamento aziendale e misure nel differimento delle segnalazioni di crisi.

Nel decreto Codice di Crisi che entrerà in vigore, l’indicatore di squilibrio economico finanziario è rappresentato dalla non sostenibilità dei debiti per i sei mesi successivi. Inoltre dall’assenza di una prospettiva di continuità aziendale.

L’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo di segnalare al debitore che la sua posizione debitoria ha superato un importo di entità rilevante.

Per entità rilevante si intende quando il debito scaduto è superiore a:

  • 100.000 € se il fatturato dell’anno precedente è inferiore ad 1 milione €; 
  • 500.000 € se il fatturato dell’anno precedente è inferiore ai 10 milioni €; 
  • 1.000.000 € se il fatturato dell’anno precedente è superiore ai 10 milioni €.
Scadenze e tempistiche

L’Agenzia delle Entrate ha 60 giorni di tempo per comunicare l’irregolarità al debitore. 

Qualora il debitore, entro i 90 giorni dalla ricezione dell’avviso non abbia ancora regolarizzato la situazione l’Agenzia delle Entrate effettuerà la segnalazione all’OCRI. Questo organismo è situato presso le camere di commercio, questo nomina tre esperti, iscritti nell’albo d’oro dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure previste nel Codice della crisi e dell’insolvenza.

Il Pubblico Ministero ha il potere di intervenire, in tutti i procedimenti diretti all’apertura di una procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza, con poteri di liquidazione giudiziale, concordato preventivo ed eventuali accordi di ristrutturazione.

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