Coronavirus: Bonus Fiscale sugli affitti dei negozi

Il Decreto Cura Italia prevede, all’articolo 65, un’agevolazione (il cosiddetto bonus affitti per negozi e botteghe) in favore dei lavoratori autonomi (negozianti, commercianti, artigiani ecc.) costretti a chiudere le attività per rispettare le misure restrittive volte a limitare il contagio da Covid-19. 

Non si tratta di una sospensione dei pagamenti dell’affitto bensì di un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione versato o da versare. Non potrà beneficiare della misura chi non sia stato costretto ad interrompere l’attività commerciale.

Il credito d’imposta 60% su affitti è previsto unicamente per le locazioni di natura commerciale categoria C1 e non può essere esteso, a favore di chi ha perso il lavoro, per gli affitti relativi agli immobili di abitazione. Il bonus locazioni commerciali ha validità per il mese di marzo. 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato una apposita circolare per l’istituzione del codice da usare per la compensazione del credito d’imposta direttamente in F24. Il 3 aprile inoltre, la stessa Agenzia ha emanato la circolare 8/E con la quale fornisce altre istruzioni circa l’applicazione del bonus locazioni.

IL BONUS AFFITTI

Il bonus affitti consiste in un credito d’imposta pari al 60% dell’importo del canone d’affitto dovuto, nel mese di marzo, da negozianti e artigiani, costretti alla chiusura delle attività per l’emergenza Coronavirus. Non si tratta dunque di uno stop ai pagamenti del canone che saranno pur sempre dovuti al proprietario dell’immobile.

Il bonus locazioni non spetta pertanto per le attività ritenute essenziali e che, in questi giorni, stanno svolgendo regolarmente la propria attività (farmacie, parafarmacie, alimentari, tabaccai ecc.).

Ricordiamo che con Dpcm dell’11 marzo 2020 e successivi altri provvedimenti il Governo ha imposto la chiusura della maggior parte dei negozi e delle botteghe, al fine di contenere i casi di contagio da Coronavirus. Significative le ripercussioni economiche per tutti coloro che sono costretti ad abbassare le serrande e a rinunciare alla propria fonte di guadagno.

Come spiegato nel Decreto Cura Italia il bonus affitti è stato introdotto per limitare gli effetti negativi connessi alle misure di prevenzione e contenimento precedentemente varate. Unitamente alla proroga delle scadenze fiscali, il bonus di 600 euro per autonomi e partite IVA , la misura sugli affitti mira ad andare incontro alle esigenze delle piccole e micro imprese che si trovano oggi in difficoltà economiche.

CHI PUO’ USUFRUIRE

A chi spetta il credito di imposta del 60% riconosciuto dal Governo? 

Potranno usufruire dell’agevolazione gli immobili che rientrano nella categoria catastale C1, ovvero negozi e botteghe, per tutto il mese di marzo 2020.

Il bonus locazioni non è concesso a tutti, in quanto sono esclusi gli esercenti attività di impresa che, sulla base delle disposizioni contenute negli allegati 1 e 2 del dpcm dell’11 marzo scorso, sono rimaste aperte in quanto considerate essenziali.

Ad oggi restano esclusi dalle chiusure forzate i supermercati, punti vendita di generi alimentari, insieme a farmacie edicole e tabaccherie. L’agevolazione potrà essere utilizzata in Compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

CODICE CONTRIBUTO E MODALITA’

Con la risoluzione 13/E del 20 marzo l’Agenzia delle Entrate ha comunicato la predisposizione del codice tributo da usare per compensare il credito d’imposta del 60% a titolo di bonus affitti.

Si tratta del codice tributo 6914; si usa nel modello F24 per compensare il credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo di locali categoria C1.

Come spiega l’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 8 /E del 3 aprile il credito può essere usato solo dopo l’effettivo pagamento del canone. 

Pertanto non si potrà usare il bonus in compensazione se prima non si è provveduto al pagamento del canone di locazione relativo al mese di marzo.

SOSPENSIONE SFRATTI

Sempre riguardo agli affitti nel Decreto Cura Italia troviamo anche la sospensione degli sfratti. Per venire incontro alle esigenze degli inquilini ha pensato ad una norma di salvaguardia e nessuna famiglia italiana subirà lo sfratto. E’ impensabile che taluni in questo momento di contagio possano rimanere senza abitazione.

La sospensione dei provvedimenti esecutivi di sfratto varrà fino al 30 giugno 2020. 

Ma quali sono gli effetti della misura introdotta? In base alla nuova disposizione chi non ha pagato il canone d’affitto potrà perseverare nell’inadempimento? 

Non è proprio così; l’intervento del Governo fa sì che, nonostante l’ordinanza del tribunale non sarà possibile ottenere l’esecuzione forzata.

Non si potrà imporre dunque lo sgombero dell’immobile per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Questo non comporterà la cancellazione della morosità e la procedura forzata si rinvia a luglio.

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